I Winterhorde sono israeliani ma il loro melodic black metal è tecnico, compatto e ha una sapore decisamente nordico. Niente sfumature mediterranee questa volta, “Underwatermoon” è un lavoro che punta in modo deciso su atmosfere fredde e rarefatte che immagineremmo ben più vicino allo scenario dei fiordi norvegesi che ai profumi del vicino oriente.
La band non esclude tuttavia una ricerca melodica di spessore e fra le pieghe di questo album, oltre ai tappeti di riff cadenzati uniti a una sezione ritmica compatta, il gruppo aggiunge alcuni ritrovati interessanti, forse non particolarmente sui generis ma comunque in grado di assicurare una certa varietà. Abbiamo tastiere ariose e parti sinfoniche, alcuni lievi risvolti di musica popolare e voci femminili a tessere le fila delle belle “The Curse Of Gipsy”, “Tenth Wave” e “Farewell”. I Winterhorde non escludono inoltre alcune parentesi progressive non molto ostiche, dei semplici tocchi in più che garantiscono un buon effetto. A sfavore rema la relativa lunghezza dell’album e dei singoli brani, che a tratti si perdono in ripetizioni evitabili. Il prodotto è comunque gradevole (complice anche la perfetta produzione del sempre più attivo V.Santura) e i supporter del genere non avranno difficoltà ad apprezzarlo.