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01. Of Light And Shadows
02. Enter The Storm
03. Total Devastation
04. Prognatum Ut Obscurum
05. Reborn In Fire
06. Beyond Daybreak
07. Death Machine
08. Searching Within
09. Rising
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EMPIRES OF EDEN |
"Reborn In Fire" |
| 7 Hard / Masterpiece |
| 2010 |
| voto: 6
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23/07/2010
Il successo degli Avantasia ha dato il la a numerosi progetti in cui compositori, più o meno conosciuti, si sono avvalsi della collaborazione di un nutrito gruppo di frontman, per dare voce alle proprie canzoni. E’ il caso del chitarrista australiano Stu Marshall (Dungeon) che con gli Empires Of Eden arriva al secondo album in soli dodici mesi. I punti di contatto tra “Reborn In Fire” e la creatura di Tobias Sammet, però, sono davvero pochini, a partire dal genere proposto. Gli Empires Of Eden, infatti, mettono sul piatto nove canzoni di classico heavy metal ottantiano, miscelato al power melodico, che tanto deve ai maestri Judas ed ai Savatage del periodo “Sirens”. Inoltre il buon Stu non può certo permettersi i grandi nomi del cantante degli Edguy, tant’è che nel manipolo di ospiti spiccano su tutti Zac Stevens dei Circle II Circle, Mike Vescera (Malmesteen) e Steve Grimmett dei mitici Gream Reaper. Il resto della combriccola è composto da onesti semisconosciuti del panorama heavy. Tra bordate di chitarra, parti tiratissime di voce e sezione ritmica pulsante, “Reborn In Fire” punta tutto sull’immediatezza, mantenendo dalla prima all’ultima nota intatte potenza e grinta, pur con scarsa personalità. Le song migliori si rivelano essere la title track e “Prognatum Ut Obscurum”, cantata dall’ex Savatage Zac, cadenzate e massicce nel loro incedere, in cui fanno capolino anche timidi arrangiamenti di tastiere. Per i nostalgici dei bei tempi andati e dei mitici anni ’80 "Reborn In Fire" degli Empires Of Eden rappresenterà un valido riempitivo, tra melodia, rabbia e colate di metallo fuso. |
| Alessandro Battini |
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