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MANTRIC

"The Descent"

Prosthetic Records
2010
voto: 8,5
Mantric @ MySpace
13/07/2010
Gli Extol sono stati una band poco compresa colpevolmente snobbata anche dalla critica di settore. Un destino avverso che forse è stato causato dal progressivo allontanamento dal metal estremo per abbracciare un sound più evoluto e sfuggente che in molti hanno voluto interpretare come un accodarsi alle mode post-core, ma che di fatto sfuggiva ad ogni possibile catalogazione. Sembrava una storia incompiuta quella del gruppo norvegese, ma di fatto lo spirito creativo apprezzato in “The Blueprint Dives” si è trasferito nel nocciolo di questa nuova creazione a nome Mantric. La band consiste infatti per tre quinti dell’ultima formazione dei vecchi Extol e lo stile si bagna si questa volta di atmosfere innegabilmente post-core, ma lo fa in modo talmente personale e accostabile alle armonie progressive finissime che eravamo abituati ad associare alla storia precedente dei musicisti, da poter definire il loro come una sorta di prog/psychedelic-post-metal impossibile da ascoltare in questa forma altrove. Ci sono infatti le partiture brutali del post-metal urlato e tagliente, ma anche molte ardite arrampicate armoniche che si potrebbero associare a band come Mars Volta e Coheed And Cambria. Detto così sembrerebbe il solito pot pourri di influenze buttate lì per far vedere quanto si è bravi e al passo con i tempi, ma la realtà è molto distante da questa ipotesi. I Mantric gestiscono infatti la tensione emotiva derivata dalla miscela improntata in modo assolutamente personale e con risultati non certo di facilissima assimilazione, ma quasi sempre azzeccati nella sequenza e nei dosaggi. E soprattutto mai troppo prevedibili e ripetitivi. Band così sono una vera manna per chi si innamora di prodotti fuori dagli schemi e realmente impregnati di spirito creativo. Il resto è accademia…


Riccardo Manazza
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