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SYZYGY

"Realms Of Eternity"

Syzygy Music
2009
voto: 8
Syzygy@ MySpace
13/07/2010
I Syzygy, passati da trio a quartetto, vogliono oltrepassare il Rubicone e far conoscere a tutti le loro obiettive e sottovalutate qualità. Così, hanno chiamato a testimonial del terzo album uno special guest ben noto al mondo rock e metal: Mark Boals (tra gli altri, Malmsteen e Royal Hunt). A lui viene affidata subito l'apertura del disco, con un pezzo aggressivo e dal taglio deciso. Si intuisce subito l'evoluzione che ha attraversato lo stile della band dell'Ohio. Si avverte con minor prepotenza l'influenza degli anni '70; la sezione strumentale, avvantaggiata da un ulteriore elemento (Al Rolik), è maggiormente "piena" e meno essenziale; si riducono, però, nello stesso tempo, le partiture non cantate. Infine, c'è un senso di maggiore cupezza nel songwriting. Questo sposta il campo di paragone dai Transatlantic - che avevano influenzato il precedente "The Allegory Of Light" - agli Spock's Beard, notoriamente più plumbei. La distanza che separa ogni lavoro dei Syzygy (non meno di sei anni) resta sempre garanzia dell'alto lavoro di professionalità che è racchiuso in ogni loro album (un po' come fanno gli Shadow Gallery). Le suite sono articolate, mai banali, sempre molto evocative, ma anche dotate di facile appeal. Mark Boals ritorna in "Dreams", accompagnato dal sempre ottimo Baldassarre. Echi dei Kansas e degli Arena si avvertono qua e là. Il lavoro viene chiuso da "The Sea", che si articola in ben otto movimenti, dove la band tenta di dare il massimo in termini di complessità e sinfonicità. E ci riesce egregiamente.


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