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01. Mechanize
02. Industrial Discipline
03. Fear Campaign
04. Powershifter
05. Christploitation
06. Oxidizer
07. Controlled Demolition
08. Designing the Enemy
09. Metallic Division
10. Final Exit
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04/02/2010
Dino Cazares fa il suo ritorno nei Fear Factroy e la band torna ai livelli dei primi seminali lavori. Come sarebbe bello se la vita fosse così facile e le cose accadessero secondo i nostri desideri. La realtà è invece decisamente meno attraente dell’immaginazione e, per quanto un passo avanti rispetto al davvero pessimo “Transgression” sia stato fatto, i tempi di “Soul Of A New Machine” e “Demanufacture” restano ancora belli lontani. La colpa è però in gran parte da addebitare al tempo che passa inarrestabile, fattore che sicuramente ha diminuito la validità di un assalto alla materia estrema tanto essenziale come quello dei Fear Factory. In fondo il riffing compatto e pungente di Cazares gira attorno alle stesse idee da ormai parecchi anni (anche nei progetto estranei ai FF) e la stessa cosa si può dire delle linee vocali di Burton C. Bell. Una tempo l’effetto futurista e innovativo evocato regalava un fascino incontrovertibile alle composizioni, ma oggi esse non suonano più così “avanti” e dopo tante ripetizioni e scopiazzature nemmeno l’unicità è più così scontata. Un disastro quindi? Comunque no. Diciamo che non si può parlare di rinascita in piena regola, ma non c’è motivo per chi ama la band di restare insoddisfatti. Le canzoni sprigionano una potenza invidiabile e una macchina da guerra come Gene Hoglan non lesina certo spinta ritmica (per quanto non li lanci in interpretazioni originali del soggetto base). Non c’è molto più di questo da dire, è vero, ma di fatto i Fear Factory vivono di rendita, ripetendo con poche varianti quello che hanno già fatto in passato e puntando più che altro alla magnificenza della forma. Una scuola di pensiero forse criticabile, ma a cui troviamo associati la maggior parte dei gruppi rock e metal che hanno raggiunto una certa fama. “Mechanize” non è una brutta ripartenza per una band che sembrava giunta a capolinea, speriamo solo che funzioni da trampolino per qualcosa di ancora migliore in futuro.
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| Riccardo Manazza |
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