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Homepage | Interviste | NEFARIUM   
30/05/2010

NEFARIUM

Black As Pitch

Un album come “Ad Discipulum” ha tutte le carte in regole per affiancare i Nefarium alle realtà più rappresentative in ambito black metal. Un disco crudo, malvagio, privo di troppi compromessi con le melodie di facile assimilazione ma elegante nella sua austerità. Tanto lavoro è stato fatto ed ora per la band è il momento di raccogliere consensi positivi e di affacciarsi su di una scena più vasta.

Innanzitutto i nostri complimenti per il nuovo album. “Ad Discipulum” arriva due anni dopo “Haeretichristus”, quali passi in avanti pensate che siano stati compiuti?
“Ci fa piacere che il nostro nuovo album sia apprezzato da te e dai media in genere, i feedback positivi che stiamo ricevendo sono al di sopra delle aspettative, ma il duro lavoro e la costanza da parte di noi Nefarium nel creare un album compatto e forte, sono ampiamente ripagati e la voglia di continuare nel nostro progetto musicale ci spinge ad iniziare sin da subito a lavorare a nuove composizioni. In realtà dall’ uscita di “Haeretichristus” nel 2008, non ci siamo mai fermati e reputiamo il nuovo “Ad Disicipulum” come l’appropriato ma decisamente evoluto erede del suo già impattante predecessore. La differenza sostanziale si colloca nell’ aver finalmente trovato un nostro personale sound e stile, sicuramente influenzato dagli ascolti più frequenti, ma completato con una particolare e personale voglia di far riconoscere Nefarium come realtà musicale indipendente e completa. “Ad Discipulum” è tecnico, veloce e infinitamente bastardo…”

Il nuovo album mi ha dato l’impressione di essere devoto al black metal più incorrotto, eppure straordinariamente al passo con i tempi, a livello di suoni e sprazzi di melodia. Siete d’accordo? Più in generale come descrivereste l’album?
“Principalmente ed ancora una volta volevamo che questo album fosse brutale, freddo ed aggressivo proprio come i nostri precedenti lavori, con la prerogativa importante però, di poter essere capito più facilmente e di presentare qualche innovazione a livello di originalità.
Siamo orgogliosi di aver raggiunto l’obbiettivo posto e crediamo che “Ad Discipulum” possa affiancarsi alle recenti registrazioni di Metal estremo nelle scena europea.
I Nefarium hanno finalmente trovato un proprio stile allontanandosi dallo spesso noioso paragone con Dark Funeral o Setherial… ma all’ascoltatore andrà la sentenza finale.
Qualcuno dei tuoi colleghi ha definito “Ad Discipulum” come “Espressione di odio in musica” e tutto sommato crediamo che sia una buona definizione.

Volete parlare degli ospiti che hanno preso parte alle registrazioni?
“Lo stile dei Nefarium è stato spesso comparato a torto o a ragione a quello svedese più incontaminato, ma con “Ad Discipulum” le cose sono cambiate ed il diverso metodo compositivo porterà gli ascoltatori più attenti a riscontrare paragoni, là dove possibile, con band stilisticamente meno intransigenti.
Non a caso abbiamo deciso di far registrare alcuni assoli dalle sfumature “thrash metal” ad Archaon dei norvegesi 1349; abbiamo voluto collaborare con questo chitarrista semplicemente perché reputiamo egli abbia buone capacità tecniche e compositive ed ovviamente nutriamo una forte stima verso la sua band che seguiamo fin dagli albori.
Alcune parti vocali, particolarmente evocative sono state recitate da Wildness Perversion dei Mortuary Drape, longeva e storica band italiana. La scelta per quest’ultima partecipazione è ricaduta su W.P. in quanto persona particolarmente esperta e devota al mondo dell’occulto e della magia nera. Abbiamo bisogno di portate avanti il nostro messaggio con devozione e rispetto per le nostre convinzioni e sia gli elementi della nostra line-up, sia le persone che ruotano attorno alla realtà Nefarium hanno l’obbligo di rispettare il nostro profondo credo.”

Come siete entrati in contatto con Andy LaRocque, che se non erro si è occupato del missaggio dell’album?
“Andy è il proprietario e lavora ai Sonic Train Studios di Gotheburg ed è bastato inviare il nostro promo cd pre-mixato per iniziare la collaborazione. Abbiamo optato per lavorare con un produttore non strettamente Black Metal, come il chitarrista di King Diamond, sostanzialmente per evidenziare la dinamicità del drumming di Garghuf e per sottolineare un nuovo sound, più sincero e naturale. Sempre per scelte stilistiche personali e condivise da tutti i componenti di Nefarium, abbiamo voluto evitare un suono di batteria troppo artificiale dovuto all’attuale tendenza nell’uso di trigger esasperati e di elaborazioni digitali.
Rischiando di ottenere passaggi meno precisi ma sicuramente più naturali e dinamici, abbiamo improntato uno stile globale ad oggi probabilmente più originale e sincero ed abbiamo apprezzato particolarmente il sound finale.
L’esperienza di Andy LaRocque è stata fondamentale e i suoi numerosi ed utili consigli hanno migliorato il suono di chitarra implementando la maestosità dell’album in alcuni parti ed una particolare freddezza nei passaggi più diretti.

I testi scritti da Carnifex sono incentrati su figure storiche e bibliche. Sono state compiute ricerche particolari? Come vengono descritti tali personaggi nel vostro contesto lirico?
“Con “Ad Discipulum” abbiamo voluto che tutto a partire dalla musica, ai testi ed all’immagine complessiva di band ed artwork, avesse un unico comune denominatore e cioè l’aspetto comportamentale e psicologico di personaggi e figure religiose concrete attraverso bibbia e vangeli.
Ed è proprio a partire dall’approfondimento e lo studio di vangeli apocrifi, documenti teologici su santi e personaggi citati nel nuovo album e la bibbia stessa, che abbiamo cominciato l’elaborazione di testi ed immagini.
Ogni titolo è riferito ad un personaggio biblico, il cui nome è leggibile tra parentesi e i cui eventi vengono discussi ed esaminati in chiave moderna e razionale, in maniera distaccata e ben lontana da qualsiasi influenza dogmatica.
Là dove Maria Maddalena era una semplice prostituta, Caio Longino un feroce soldato e Gesù Cristo un abile ciarlatano… nasce il nostro nuovo album e vuole essere ancora una volta un efficace tramite comunicativo tra noi Nefarium e l’ascoltatore, dove il linguaggio è rabbia e ferocia, ed il pensiero espresso è critica verso ipocrisia religiosa e timore di un dio ignoto e fragile.
Questa volta non si tratta solo di diavoli e pentacoli…sebbene l’attuale papa Benedetto XVI, nella sesta canzone di “Ad Discipulum” venga descritto come “Servus servorum Satanae” e cioè servo dei servi di Satana…”

Il nuovo album ha la natura di un concept? A cosa fa riferimento il titolo “Ad Discipulum”?
“ “Ad Discipulum” significa “al Discepolo” ed è proprio ai nostri seguaci e fan che vogliamo dedicare l’album, a persone che credono ancora nel Black Metal e nel potere comunicativo della musica.
Alla base del nostro nuovo album c’è, sicuramente istinto e voglia di comunicare, cosi come in tutti i tramiti espressivi, ma oggi più che mai stiamo cercando di razionalizzare il pensiero e di controllarlo per renderlo meglio comprensivo e più universale.
Il messaggio che vogliamo esprimere descrive attraverso testi e musica, il lato più censurato e represso del clero cattolico e dei suoi testi e più in generale la precaria posizione delle istituzioni religiose in genere corruttibili e malsane.
Crediamo inoltre che il concetto di cristo, come fulcro della propria religione, si estenda a qualsiasi insegnamento attraverso presunti profeti in maniera confusionaria, ingannatrice inculcando valori talvolta banali ed infantili e talvolta ipocriti.
Più semplicemente vorremmo descrivere un cristo incoerente e troppo facilmente interpretabile, la cui stirpe ed in particolare la chiesa cattolica muove i propri passi attraverso la diffusione di paure ed illusioni degne di una tirannia primitiva e priva di verità.
Ci sono voluti meno di due anni di lavoro per completare testi e musica, ma teniamo e sottolineare che “Ad Discipulum” nasce e si sviluppa da un concetto unico e presente in ogni elemento dell’ album e che nulla è lasciato al caso al fine di poter proporre un messaggio impattante e chiaro nei confronti degli ascoltatori.”

Di recente siete stati in tour con i Dark Funeral, come avete vissuto questa esperienza? Sono stati già pianificati dei live per l’immediato futuro o l’attenzione è prioritaria alla composizione di nuovi brani?
“Siamo appena tornati dal lungo e particolarmente stancante tour europeo con i Dark Funeral e così a freddo, ti risponderei che più di 30 date e meno di 5 “day off” ci consiglierebbero di dedicarci a nuove composizioni e pause a livello live, ma la nostra passione è davvero profonda e cercheremo di muoverci in maniera univoca su tutti i fronti per dilagare la piaga Nefarium.
Un improbabile breve pausa per quanto riguarda la composizione è messa in dubbio dal fatto che troppo spesso ci si ritrova dietro la chitarra e qualche nuovo riff è già pronto per essere elaborato e magari per far parte di prossime canzoni.
Durante il tour abbiamo suonato in locali piuttosto grandi, acquisendo nuove conoscenze a livello tecnico semplicemente nel preparare il palco e nel gestire il giusto suono globale ed ora abbiamo voglia di esibirci live. Saremo in concerto in Italia a Mantova il 27 agosto, in Germania con Negator, Azaghal ed Endezzma a settembre, quindi in Francia e stiamo pianificando un'altro breve tour in Europa proprio in autunno, vi invitiamo a tenere d’occhi la nostra pagina: www.myspace.com/nefarium per ogni aggiornamento.”

La partecipazione all’Hammerfest è legata al tour insieme alla band svedese? Come avete vissuto la vostra esibizione nel contesto di un festival di grosse dimensioni?
“Abbiamo fatto 3 concerti nel Regno Unito e gli organizzatori dell’Hammerfest, anche se inizialmente avevamo confermato solo i Dark Funeral, hanno in seguito accettato la presenza sul palco dei Nefarium. Siamo stati fortunati, infatti abbiamo suonato il sabato sera ed il pubblico si è dimostrato molto caloroso nonostante le band del festival proponessero un genere piuttosto diverso dal nostro, (vedi Suicidal Tendencies, Iced Earth o Napalm Death).
L’esperienza su un grande palco e di fronte a un’affluenza di persone particolarmente alta è stata senza dubbio positiva e sicuramente saremo propensi per suonare durante festival simili, dobbiamo però dire che a nostro parere talvolta il Black Metal si esprime meglio in locali più piccoli e suonare davanti ad un pubblico più mirato ed adepti particolarmente sinceri, è altrettanto appagante e coinvolgente.”

Non ultimo, volete lasciare un messaggio ai lettori di Metallus.it?
“Dedichiamo la nostra musica ed il nostro album a chi crede nel Black Metal e se continuare a suonare in maniera veloce e furiosa attraverso gelidi riffs di chitarra e infuriato blast-beat, significa non essere originali, allora rispondiamo che a noi piace essere “non originali” .
Noi suoniamo ancora il solito Black Metal, ci crediamo e lo facciamo attraverso ideali di odio e rabbia, là dove il buio è più profondo, per non avere limiti e pre-concetti e per crescere spiritualmente verso un’unica ed univoca verità …

"Ad Satanas qui laetificat gloria meam,
Gloria Satanas,”


Andrea Sacchi
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