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Homepage | Interviste | OMINI VERDI   
20/05/2010

OMINI VERDI

Ready for invasion

Intervista a L'Invasione Degli Omini Verdi, band hardcore-melodica bresciana che esce con l'ultimo disco “Nel Nome Di Chi?”,album di notevole caratura e spessore. Un disco impegnato, che tratta di temi importanti come la Chiesa e la società moderna, vittima di ingiustizie ed ipocrisia. Sono con noi Ale, il cantante, e Mauri, il batterista, e Giaco, bassista. A voi la parola!

Da cosa nasce questo album?
Dalla vostra insofferenza nei confronti della società,del mondo d'oggi della religione?
Che cosa di preciso fa "scattare" in voi questa voglia di scrivere pezzi così impegnati e duri?
Mauri: credo che la constatazione del continuo degrado sociale che ci circonda sia stata la molla che ha fatto scattare tutto. Siamo stufi di vedere come i nostri simili rovinino ciò che è di proprietà di tutti, natura , cultura, fede… tutto a puttane direi!!
Ale:questo album nasce dalla voglia di dire senza mezzi termini cosa pensiamo di questa società, di questa mancanza di rispetto verso qualsiasi cosa, oggi viviamo in un mondo lasciato a se stesso dove solo chi ha il “potere” può permettersi di dire la sua e di sottomettere le idee altrui…e questo ci fa davvero indignare e vergognare di far parte di questo mondo.


La censura del vostro video "Nel Nome di chi?", nei canali video,vi ha irritato, oppure vi ha spinti e motivati a diffondere ancora di più il verbo degli "Omini Verdi"?
Mauri: ce lo aspettavamo, hanno semplicemente confermato la nostra opinione nei confronti di un certo sistema!
Ale: come dice Mauri, ce lo aspettavamo, ma sinceramente ci ha irritato parecchio perchè ci ha dato conferma che in italia la libertà di pensiero e di espressione non esiste, c’è solo tanto bisogno di far finta che tutto vada bene e lasciare che le cose accadano senza dire nulla, senza far reagire la gente.
Giaco: forse se lo avessero accettato così com’è senza battere ciglio ci saremmo sorpresi proprio perché il messaggio vuole essere forte e deciso, e avremmo avuto quasi la sensazione di aver potuto fare qualcosa di ancora più irriverente! Quindi semplicemente faremo della censura del video la nostra arma più affilata…


Potete raccontarci qualcosa riguardante la registrazione di "Nel Nome di chi?"
Com'è stato l'impatto che ha avuto il disco sul pubblico in sede live?
Ale: questo album è stato per noi un momento di crescita espressiva e musicale, è stato spontaneo e sofferto allo stesso modo,con l’arrivo di Giacomo al basso il nostro sound è apparso subito più incisivo e diretto, gli arrangiamenti della batteria e della chitarra sono più aggressivi e tecnici rispetto agli album precedenti e i testi sono più diretti senza troppe metafore, ma questa non è stata una scelta, bensì una cosa naturale data dalla voglia di dire ciò che pensavamo riguardo la società in cui viviamo.Abbiamo registrato il tutto al Living rum studio del Gio, il nostro chitarrista, in circa 15 giorni, ci divertiamo sempre un sacco a registrare perchè anche se non sembra, siamo davvero dei minchioni! Nei live la reazione da parte del pubblico è stata più che positiva fortunatamente, già dal primo concerto la gente cantava alcuni pezzi nuovi che avevamo pubblicato su my space…e ovviamente il singolo “Nel nome di chi?” e per noi è stato davvero bellissimo!


L'abbandono di Patrick che cosa ha provocato all'interno della band?
E' stato uno split amichevole?
I tre restanti membri come l'hanno presa?
Ale:Patrick ha scelto di seguire strade diverse, ovvio che dopo 10 anni non è stato facile per lui prendere questa decisione e per noi “ricominciare” una nuova avventura, ma le scelte di vita di una persona non si possono obbligare e data la nostra amicizia abbiamo tutti compreso la sua decisione! Ora ci sentiamo sporadicamente ma per me nulla è cambiato nei suoi confronti!


Ormai sono passati poco più di dieci anni dal vostro inizio: cos'è cambiato e cosa invece è rimasto all'interno della band? Vi sentite un pò più "grandi"?
Mauri: sono cambiate tantissime cose, noi stessi siamo più grandi, io e ale siamo over 30; quando abbiamo fondato la band eravamo appena ventenni…. Direi che essere ancora qua dimostra che nel cuore siamo sempre gli stessi!!
Ale: minchia spero di si! hahahaha! Anche se dentro, lo spirito, è sempre quello di 10 anni fa!


Qualcuno, me compreso, vi ha stimati come "NOFX italiani". Che ne pensate di questo paragone?
Mauri: GRAZIE!!!!!!!
Ale: è un po’ esagerato come paragone, ma se c’è chi la pensa così, ben venga e lo (ti) ringrazio tantissimo!


State percorrendo molte tappe del vostro tour promozionale, soprattutto al Nord Italia. Avete intenzione di spostarvi, magari per qualche data al centro sud?
Mauri: magari ci fosse lo spazio….
Ale: è quello che speriamo da anni, ma è davvero difficilissimo trovare gli spazi!


Un saluto ai lettori di Metallus.it!
Ale: spaccate tutttttttttooooooooooooooo!!!!

Andrea Lerose
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