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| 20/01/2010 |
MUSIC FOR AIRPORTS |
Alessandro Noise Landi |
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Pestano e fanno un gran casino, ma in modo straordinariamente maturo. I friulani Music For Airports hanno tutte le carte in regola per fare breccia tra gli appassionati di metal moderno e musica estrema. Solidi, tecnici e ironici, i ragazzi si raccontano attraverso le parole del vocalist Alessandro “Noise” Landi.
Ciao e benvenuti sulle nostre pagine! I Music For Airports sono una nuova realtà nel panorama musicale italiano, volete presentarvi ai lettori di Metallus.it?
“Ciao, prima di tutto vorrei ringraziarti per averci accolto su Metallus.it e per le belle parole della recensione! La band è composta da me, Alessandro Landi (“Noise”) alla voce, Niccolò Comar (“Nicke”) alla chitarra, Federica Spessot (“Twiggy”) al basso e da Stefano Sbrugnera (“Sbru”) alla batteria. Io e Nicke ci conosciamo dai tempi della scuola, la nostra amicizia come tante altre è partita dalla passione per la musica. Quando i nostri precedenti gruppi si sciolsero, all’incirca nel 2008, cominciammo a prendere in considerazione l’idea di formare una nostra band. Per una serie di fortunate coincidenze e grazie ad un amico conoscemmo Sbru, che ci lasciò senza parole per la sua tecnica e potenza. Le ricerca di un secondo chitarrista e di un bassista non fu fortunata, così decidemmo di dedicarci al songwriting in attesa di tempi migliori. Nell’inverno del 2008 si unì a noi Twiggy al basso e ad aprile del 2009 entrammo allo Studio73 per registrare con Riccardo Pasini il nostro EP “Boscoverde”, quest’ultimo uscito il 17 ottobre 2009.”
Sia il vostro moniker che il titolo dell’album, “Boscoverde” sono abbastanza insoliti! Cosa stanno a significare e da dove arriva l’idea?
“Una delle cose più difficili, quando si forma un gruppo, è decidere il nome. Passi ore a scervellarti per trovare qualcosa che rimanga impresso nella mente, che non sia scontato e non ti ingabbi in un’etichetta. Il nostro deriva da un album di Brian Eno, “Music For Airports” appunto. Le sonorità di quell’album sono eteree, dilatate, il contrario delle nostre che sono percussive e spasmodiche. Ci piacque subito il contrasto e il fatto che non precludesse l’eventuale espansione del nostro sound che sarà sempre “musica per aeroporti”. Inoltre, la nostra sala prove si trova vicino all’aeroporto di Ronchi dei Legionari, è tutto collegato. Il titolo è ispirato ad una stazione ferroviaria montana qui in Friuli da cui proveniva il treno su cui “pendolavo” quotidianamente. Il fatto di sentire questo nome ogni giorno mi ha fornito lo spunto per creare, sempre sulla base dei contrasti, un luogo immaginario tutt’altro che tranquillo e sereno come il suo nome lascerebbe intendere.”
Vorreste presentare l’EP “Boscoverde”? Come definireste la vostra musica?
““Boscoverde” è composto oltre che della titletrack, dall’opener “Jellyfish Shock Treatment” e da “That’s Amore”. La produzione come già detto è ad opera del doktor Paso mentre l’artwork è di Kerin, artista locale che si sta mettendo in luce con i suoi lavori grafici e musicali. Per quanto riguarda la nostra musica, non saprei proprio come definirla! Per il momento direi death mathcore ma è sempre difficile descrivere ciò che suoni, per cui lascio volentieri a te il compito, eheheh.”
Le note di accompagnamento citano gruppi come Job For A Cowboy, Behemoth, Lamb Of God e Dillinger Escape Plan come simili a quanto proponete. Siete d’accordo? Quali band annoverate tra le vostre fonti di influenza?
“Quando abbiamo cominciato a comporre ci abbiamo messo un po’ per capire che strada prendere. Ci è sempre piaciuto il death metal sia nelle forme più classiche (Morbid Angel, Carcass, Entombed) sia in quelle più moderne (Job For A Cowboy, Lamb Of God, Behemoth). Inoltre, amiamo gli sperimentalismi di gruppi come Dillinger Escape Plan, Mastodon, Meshuggah e di quel genio di Mike Patton e compagnia Ipecac; senza dimenticare i classici dell’hard rock e della fusion. Così, abbiamo cercato di raccogliere tutte queste influenze e di svilupparle in maniera omogenea. Il nostro sound nasce più o meno in questo modo.”
Io definirei il vostro sound più semplicemente come “violentissimo” ma “ragionato”. Cosa ne pensate? Come riuscite ad ottenere una simile potenza, sorprendentemente ordinata?
“Credo che sia dovuto al fatto che con il tempo, con la conoscenza reciproca e il costante provare e riprovare siamo riusciti, almeno in parte, ad organizzare il chaos. Con buona pace della nostra salute mentale.”
I tre brani dell’EP sono ottimi, è in preparazione un full-length? Riprenderete i pezzi del mini?
“Parlare ora di un full length è prematuro. Adesso ci stiamo concentrando sulla composizione dei nuovi pezzi , sui live e sulla promozione in generale.”
I Music For Airports si esibiscono spesso dal vivo o notate ancora una certa titubanza verso ciò che proponete?
“Finora abbiamo tre date all’attivo e tutte nella nostra regione. Siamo una band nuova e come tutte le band nuove abbiamo le nostre difficoltà nel trovare locali che ci ospitino, specialmente fuori dal Friuli. Da noi, tranne qualche rara eccezione, c’è il dominio delle cover band che assicurano facili guadagni ai gestori mentre chi propone musica propria annaspa. Non c’è voglia di rischiare in generale, spesso anche a livello underground. Dal canto nostro non vediamo l’ora di sbatterci su un palco, per noi i live sono importantissimi!”
Come è stato lavorare con Riccardo Pasini? Di cosa si è occupato esattamente?
“Non abbiamo mai avuto dubbi riguardo a Paso, registrare l’album da lui è stato come un sogno che si avvera. Ci siamo trovati benissimo sia sul piano professionale che su quello personale, una grandissima esperienza! Si è occupato di tutto ciò che concerne la fase delle riprese, dell’editing, del missaggio e del mastering. Inoltre ci siamo divertiti a sperimentare un po’ con i suoi oscuri marchingegni.”
Vogliamo parlare di questo panorama lirico “schizofrenico”? Che argomenti trattate nelle canzoni?
“C’è un unico canale ed è sintonizzato sulle previsioni del tempo del giorno dell’Apocalisse. Le nostre montagne non sono il posto più sicuro dove perdersi di notte.”
Non ultimo, volete lasciare un messaggio ai lettori di Metallus.it?
“Vorrei ringraziare di nuovo tutti voi di Metallus.it per lo spazio sulle vostre pagine. Invito i lettori ad andare sul nostro sitoMusic For Airports @ MySpace dove potranno ascoltare i nostri pezzi. Abbiamo anche una pagina Facebook e Twitter (music4airports) per chi volesse seguirci anche su questi social network. Chiunque voglia suonare con noi o farci suonare nei propri eventi (band, promoters) è pregato di contattarci. Grazie e alla prossima!”
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| Andrea Sacchi |
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